Comunità Maria Famiglie del Vangelo

Una “fraternità mistica” per uscire dalla malattia dell’individualismo

Il n. 92 dell'Evangelii Gaudium il tema di fondo del Ritiro per Animatori ad Assisi.

Solitudine, individualismo, separazione sono i fondamenti del vivere sociale di oggi. Nessuno può sentirsi veramente al riparo da questa forma patologica di esistenza che sta assumendo dimensioni di globalità.
Per uscire da questa malattia Gesù ci da la soluzione. Dio è unico, ma misteriosamente trinitario, quindi in relazione, pensa in termini di relazione e non concepisce solitudine e individualismo.
Più l’umanità si sintonizza su questo principio, più trova la sua stessa realizzazione.

Con queste parole mons. Domenico Sorrentino ha dato il via, dopo la preghiera di lode, ad un momento di catechesi e di riflessione comunitaria in occasione del ritiro diocesano degli animatori – coordinatori delle Comunità Maria Famiglia del Vangelo che si è tenuto presso il Monastero di San Giuseppe ad Assisi.

Una catechesi volta ad introdurre ed afferrare appieno ciò che Papa Francesco scrive ai punti 91 – 92 dell’Evangelii Gaudium, soprattutto quando riferendosi alla fraternità mistica, contemplativa, che sa guardare alla grandezza sacra del prossimo parla in termini di malattia e di guarigione.

Mons. Sorrentino ripercorrendo le prime pagine della Genesi si sofferma in particolare sul ” Non è bene che l’uomo sia solo…”.L’io senza il tu, non ha senso di esistere. Diventiamo pienamente noi stessi nella misura in cui passiamo da un’esistenza centrata sull’io ad una basata sul noi, nel momento in cui usciamo dall’individualismo e ci mettiamo in relazione con gli altri. Un esistenza senza il tu e il noi diventa malata.

Il cammino delle CMFV è la bellezza che ci aiuta a superare le malattie, l’animatore, colui che pasce, guidato dalla forza dello Spirito che immette la Trinità nei rapporti, deve gioire nel veder crescere i fratelli dati, nel vederli più se stessi. CMFV come cammino di evangelizzazione che torna nella case per rievangelizzare le case, una chiesa che si rende missionaria attraverso la forza della relazione, per arrivare alla gioia di Gesù.

Dopo un momento di scrutatio (Mt 5, 13-16), la mattinata si è conclusa con un pranzo comunitario.
Nel pomeriggio un costruttivo confronto attraverso la modalità dei gruppi di studio accompagnati ognuno da due facilitatori. L’obbiettivo, attraverso un questionario precedentemente preparato, quello di un ascolto delle realtà parrocchiali presenti, nell’ottica di un arricchimento nello scambio di esperienze e soprattutto di un coinvolgimento nella programmazione e struttura dei momenti formativi diocesani.

Un palese invito a costruire insieme questo cammino di Chiesa sulla scia di quanto anche mons. Sorrentino scrive nelle conclusioni del suo libro Chiesa come Famiglia quando definisce il libro stesso un libro che guarda al futuro, “in cammino”, che forse deve continuare ad essere scritto da quanti entrano in questa avventura che fa rivivere la bellezza delle origini: “erano un cuor solo e un anima sola” …